Grafica

Il segno

Disegno da sempre, frutto non di una scelta compiuta consapevolmente, ma di una attività naturale, di una necessità quasi fisica.
Da bambino sognavo e disegnavo; il disegno, a scuola, è stato la mia rivincita sui numeri e sulle parole. Ho capito allora che quella era la mia strada.
"Nel corso degli anni ho ricercato la consapevolezza del segno che dà forza, volontà all’idea" (Osvaldo Licini). Un segno mai gratuito, mai approssimativo, sempre cosciente di sé nel suo (intero percorso) nascere (originare, scaturire), descrivere, sfumare, tratteggiare, definire; un segno che ha la capacità immediata di comunicare, come sapevano già fare gli uomini primitivi che, con pochi tratti, hanno saputo descrivere intere scene di vita.
Creare una forma attraverso il segno procura il piacere di sentire la mente collegata alla mano, che trasmette sentimento e passione in forme astratte o figurative.
Il segno, il disegno, la descrizione, il progetto precedono sempre un’opera, un manufatto umano; questo accade anche nella progettazione del giardino.
Anche per il giardino occorre rifuggire dalla gratuità degli interventi; occorre misurare, guardare, vedere, interrogare i luoghi, analizzare i terreni, conoscere le esigenze di chi abiterà, adoperando il cuore e la mente, l’emozione e la tecnica. Il segno allora partirà sul foglio, definendo uno spazio, cercando una funzione, sarà la freccia che l’arco scocca per avvicinarsi quanto possibile al bersaglio.

1971 - 1982